Irene Alberti

DESCRIZIONE DELLE OPERE

Ci sono innumerevoli situazioni che per le donne alternano il concetto di libertà: una di queste è stato lo scorso periodo di isolamento in Italia, che visto aumentare in maniera esponenziale i femminicidio, un dato comunque drammatico già prima della pandemia. La personale forma denuncia di questo stato delle cose, di cui si è parlato tropico poco, parte quindi dall’uso del codice interazione Morse come metafora delle parole e dei gesti criptati usati dalle donne vittime di violenza per richiedere aiuto, per poi esplorare il concetto di casa non più come luogo sicuro, ma come pericoloso spazio solo al di fuori del quale si può sopravvivere. Le pareti che diventano un limite concreto e la donna vista come una semplice proprietà alla quale viene tolta qualsiasi cosa, anche il diritto di vivere. Alla forma spigolosa del quadrato, allusione al perimetro domestico, fa da contraltare il cerchio, la piena forma che rappresenta la libertà di essere donna: è dentro il sé che si forma la consapevolezza del proprio valore, il luogo dove avvengono le scelte personali che non spettano a nessun altro. Si tratta dunque di un gioco duale tra il fuori e il dentro, ovvero la casa che non è più un contesto familiare sicuro e la libertà di essere ciò che si è.

Ed è quando si prende coscienza di sé che non ci si lascia calpestare, questo vuole essere il forte messaggio per tutte le donne che pensano di non essere mai abbastanza, concetto reso attraverso la semplicità della forma grafica.

BIOGRAFIA

Dopo aver frequentato l’Istituto Statale d’Arte “G. De Fabris” di Nove, Irene Alberti (1991) si iscrive al corso di laurea in Conservazione e Gestione dei beni e delle Attività Culturali all’università Ca’Foscari di Venezia. 

Negli anni ha messo alla prova le sue capacità multitasking facendo diverse esperienze lavorative; ora è in Servizio Civile Universale all’Ufficio Comunicazione dei Musei Civici di Bassano del Grappa. Attenta osservatrice, pensa che l’arte sia uno strumento in grado di far vedere oltre la realtà delle cose, la possibilità di indagare la profonda essenze del sé per comprendere e sciogliere i nodi più stretti.